White in the city: human vs. nature.

Cari lettori,

la Milan Design Week è alle porte.
E perché non parlarne partendo proprio dall’evento White in the city?

White in the city nasce dalla collaborazione tra Claudio Balestri, presidente della main sponsor Oikos srl, con il designer Giulio Cappellini, direttore e curatore artistico dell’evento. Il tema è il bianco, indagato in tutte le sue mutevoli e numerose sfaccettature grazie all’apporto e al lavoro di alcuni tra i più importanti designer del momento, come Daniel Libeskind, Marco Piva, Patricia Urquiola, Stefano Boeri, lo Studio Zaha Hadid e tanti altri. Sarà presentato in più location, come la Pinacoteca di Brera, l’Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani.

In un certo senso parteciperò anche io con le mie parole e di seguito potrete trovare la mia personale opinione sul bianco.

Ho sempre creduto nel bianco, prima di tutto perché la madre del bianco è la natura.
In secondo luogo, perché quando l’uomo non sa dove sbattere la testa, ecco che il bianco viene in soccorso e ci salva.
Il bianco mi affascina nella sua totale presenza di luce, così come nella capacità di ammorbidire i colori cupi.
Dona agli oggetti candore e pulizia e ci permette di accostarlo a qualsiasi cosa.

Ma il bianco, secondo il mio punto di vista, esiste in due modi: il bianco prodotto dall’uomo ed il bianco come
frutto della natura.

Se penso al bianco come prodotto dell’uomo, mi viene in mente il progetto di Matteo Cibic, Domsai.
Si tratta di una serie di vasi-porta-bonsai da tavolo, eleganti e divertenti, irriverenti e senza scrupoli, nati dal genio
creativo del designer e destinati ad arredare qualsiasi tipologia di ambiente.
Realizzati in bone china e vetro, sono interamente prodotti in Italia.

Se invece penso al bianco come prodotto della natura, andiamo a Verona.
Citco Srl presenterà durante il prossimo Salone del Mobile la parete Shoona, nata per la collezione Citco Privè dalla collaborazione ormai assodata con il designer Ferruccio Laviani. Il marmo bianco incontra la mano dell’uomo, che ne mantiene la sua naturale purezza plasmandolo. Una parete protagonista che va vista e toccata, ma soprattutto vissuta. Un intreccio di fiori e minimalismo che la rendono unica, rispettando la naturale conformazione del materiale e riuscendo a trasformarlo in un’opera arte.

Quello che vi consiglio è di visitare White in the City nelle sue differenti location, di ammirare la parete Shoona e di acquistare Domsai, perché il bianco è purezza e luce per i nostri occhi.

Visitate i siti:
http://www.whiteinthecity.com/
http://www.citco.it
http://www.matteocibicstudio.com/

Stay tuned!

C.

——————————————————————————–

 Dear readers,

Milan Design Week is upon us.
Shall we talk about it starting from the event White in the city?

White in the city is born thanks to the collaboration between Claudio Balestri, president of the main sponsor Oikos srl, with the designer Giulio Cappellini, art director and curator of the event. The theme is white, investigated in all its many facets and changing thanks also to the contribution and work of some of the most important designers of the moment, such as Daniel Libeskind, Marco Piva, Patricia Urquiola, Stefano Boeri, the Studio Zaha Hadid and many others. It will be presented in different locations, such as the Pinacoteca di Brera, the Academy of Fine Arts of Brera, the former church of San Carpoforo and Palazzo Cusani.

I will be part of this event with my words and you find my personal opinion on white below.

I have always believed in white, first of all because its mother is nature.
Second, because when we have no idea, white arrives to rescue and save us.
White fascinates me in its total presence of light, as well as in the ability to soften dark colors.
It gives whiteness and purity to objects and allows us to approach it to anything.

But I think that white has two different ways to be: the man-made white and white as result of nature.

If I think about it as product of the man, I can think to the project of Matteo Cibic, Domsai.
It is a series of table-bonsai-vase, stylish and fun, irreverent and ruthless, born by the creative genius of the designer
and perfect to decorate any type of location.
Made of bone china and glass, they are entirely manufactured in Italy.

If I think of white as a product of nature, we have to go to Verona.
Citco Srl presents during the next Salone del Mobile the wall Shoona, realized thanks to the great cooperation with the designer Ferruccio Laviani for the collection Citco Privè. White marble meets the man’s hand, which maintains its natural purity molding it. A leading wall that should be seen and touched, but above all experienced. A tangle of flowers and minimalism that make it unique, respecting the natural shape of the material and managing to turn it into a work of art.

What I recommend is to visit White in the City in its different locations, to admire the wall Shoona and to buy Domsai, because white is purity and light for our eyes.

Visit the websites:
http://www.whiteinthecity.com/
http://www.citco.it/
http://www.matteocibicstudio.com/

Stay tuned!

C.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *