Interview with Vito Nesta.

Cari lettori,

ho l’onore, nonché il piacere di presentarvi Vito Nesta, giovanissimo ed emergente designer italiano che sta raggiungendo il meritato successo.

Mi entusiasmo facilmente, soprattutto quando colgo il romanticismo nel design e con le sue collezioni è successo esattamente questo. Credo si tratti di una delle interviste che ho avuto più a cuore, non solo perché mi sono innamorata dei suoi progetti, ma soprattutto perché credo sia una soddisfazione vedere un ragazzo così giovane raggiungere traguardi importanti e degni di nota!

Lascio a lui la parola, buona lettura!

C.

C. Come e quando nasce la consapevolezza di voler diventare un designer?

V. Non ricordo il momento in cui è nata in me la consapevolezza di diventare un designer, credo invece io l’abbia sempre avuta. Ero bambino quando i miei genitori comprarono un quadro antico ad un’asta, quando lo posero in salotto ed io lo vidi scoppiai in lacrime, mia madre impaurita mi chiedeva cosa avessi ed io risposi che non sapevo spiegarlo ma quel quadro per la sua bellezza mi faceva piangere.

C. Da cosa trai ispirazione? Quando ho visto per la prima volta alcuni dei tuoi progetti, ho sentito di fare un tuffo nel passato e nel Pop Design, ma mi sono chiesta: trova lo spunto giusto nei vecchi mestieri, come la sartoria od i barbieri, e poi esegue un sottile lavoro di traduzione a design?

V. Pur essendo molto giovane ho avuto la fortuna di avere una vita molto ricca di incontri, di viaggi, di esperienze e di vissuto. Da bambino vivevo nella masseria dei nonni e crescendo con loro immagazzinavo immagini e messaggi che non erano affatto frutto del mio tempo ma odoravano di tradizione, di antico, di romantico, inoltre ho fatto diversi viaggi, adoro viaggiare perché credo che conoscendo e vedendo si possono fare dei bei progetti. Tutte queste immagini che ho immagazzinato sinora sono finiti in quello che io chiamo “un bidone” e all’interno di quest’ultimo ci va a finire tutto, magari lì per lì mi sembra di non aver stivato nulla ma invece quando mi ritrovo a dover pensare ad un progetto queste immagini riaffiorano come chiazze d’olio. Il ditale, i bottoni ed il pennello da barba non sono altro che il ditale di mia nonna ed il pennello da barba che mio zio agitava nel suo vecchio salone. Tutto questo involontariamente è diventato uno stile.

C. Quanto influisce il design contemporaneo con le sue mode nel tuo lavoro? Intendo, la tua originalità è senz’altro evidente, ma come ti senti in questo panorama vastissimo? Figlio, tuo malgrado, delle grandi mode o un designer controcorrente?

V. Io sono senz’altro un designer controcorrente perché quello che faccio non è in linea con quello che è il design contemporaneo del momento. La mia visione di progetto è mirata a voler trovare una forma di continuità tra qualcosa di antico ma contemporaneizzato, è senza dubbio una visione romantica del progetto quasi alla riscoperta dell’Arts e Crafts.

C. Quali sono le tue aspettative per il mondo del design? Intendo, essendo molto giovane, pensi che possa questo panorama aprirsi ai giovani dotati che purtroppo ancora non riescono a farsi spazio?

V. Io ogni mattina mi sveglio ed inizio a lavorare, ho tanta voglia di fare perché devo assolutamente difendere un sogno. Per me fare il designer non è un lavoro ma una passione che va oltre tutto, penso che anche se questo non è un periodo fertile per chi ha un forte desiderio ed anche se ci sono grandi designer che non cedono il trono, per chi ha una forte tenacia e talento, lo spazio prima o poi arriva.

C. C’è un designer/artista/musicista/architetto, di riferimento da cui trai ispirazione? Se sì, qual è stato il tuo primo approccio con la sua figura?

V. C’è un architetto che io stimo tantissimo, forse addirittura credo che il termine più giusto sia amare, ed è Paola Navone. Credo che il suo modo di progettare, assemblare oggetti, allestire spazi e tutto quello che esce dalla sua mente sia ricco di qualcosa di magico, di irripetibile, credo lei sia davvero unica. Altra personalità che mi ha profondamente segnato ed ha una forte importanza nel mio lavoro è un grande artista, Pasquale Guastamacchia, lui è stato mio docente quando facevo il liceo artistico e mi ha trasmesso la capacità di osservare oltre tutto per creare di lì qualsiasi cosa. Non ho mai visto a nessuno usare il colore come lui, le sue tele penetrano l’anima.

Visitate il suo sito, http://www.vitonesta.com/.

Stay tuned!

C.

————————————————————————————————————————————-

Dear readers,

I have the honor and the pleasure to present you Vito Nesta, an emerging and young Italian designer who is reaching the deserved success.

I get excited easily, especially when I find the romance in design and with his collections it is exactly what happened. I think this is one of the interviews that I had more affection, not only because I’m in love of his projects, but mostly because I think it is special seeing such a young man reaching important goals and worth mentioning!

I leave him the word, happy reading!

C.

C. How and when comes the awareness of wanting to become a designer?

V. I don’t remember the moment in which it was born in me the awareness to become a designer, I think instead I’ve always had it. I was a child when my parents bought an old painting at an auction, when they placed it in the living room and I saw it I burst into tears, my mother asked me what I was afraid but I replied that I couldn’t explain it, that picture for her beauty made me cry.

C. Where do you get your inspiration from? When I saw for the first time some of your projects, I felt a dip in the past and Pop Design, but I wondered, does he find the right idea in the old trades such as tailoring or barbers, and then performs a thin translation work into design?

V. Although I’m still very young, I had the great luck to have a rich life of encounters, travels, experiences and live. When I was a child, I lived on a farm growing up with my grandparents and I collected images and messages that were not the result of my time but smelled of tradition, ancient, romantic, I also had ​​several trips, I love to travel because I believe that knowing and seeing is positive for projects. I stored all these images, which ended up in what I call a “bin” and in this one they have to finish, maybe then and there it doesn’t seem to have anything, but instead when I have to think about a new project, these images resurface as oil slicks. The thimble, buttons and shaving brush are nothing more than a thimble of my grandmother and the shaving brush of my uncle stirred in his old salon. All this has become a way unintentionally.

C. How important is contemporary design with its fashions in your work? I mean, your originality is certainly obvious, but how do you feel in this vast panorama? Son, in spite of yourself, of the big fashion in design or a countercurrent?

V. I am definitely a different designer because what I do, it is not in line with what is contemporary design now. My vision of the project is aimed to find a form of continuity between something old but contemporary, it is undoubtedly a romantic vision of the project almost to the rediscovery of the Arts and Crafts.

C. What are your expectations for the world of design? I mean, being very young, do you think it might be open to young people that unfortunately still can not have space?

V. I  wake up every morning and start working, I really want to do because I absolutely have to defend a dream. For me, design is not a job but a passion that goes beyond everything, I think that even though this is not a fertile period for those who have a strong desire, and although there are great designers that do not yield the throne, for those who have a strong tenacity and talent, there will be space sooner or later.

C. Is There a designer/artist/musician/architect of reference from which you get your inspiration? If yes, what was your first encounter with its ​​figure?

V. There is an architect I respect, maybe the right term is just love her and it is Paola Navone. I think his way of designing, assembling objects, spaces and set up everything that comes out of his mind is full of something magical, unrepeatable, I think she is unique. Other personality who marked me deeply and had a strong importance in my work is a great artist, Pasquale Guastamacchia, he was my teacher when I was in art school and has given me the ability to look over everything in order to create something from there. I’ve never seen anyone using color like him, his paintings penetrate your soul.

Visit his website, http://www.vitonesta.com/.

Stay tuned!

C.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *