Interview with Lolo Palazzo.

Cari lettori,

come sapete già, una delle mie prime grandi soddisfazione risiede in Lolo Palazzo, designer Made in Netherlands che ha apprezzato il mio articolo su di lei.

Ebbene, proseguendo con le interviste è arrivato il momento di conoscerla meglio.

Le lascio la parola.

C.

C.: Come è nata la tua passione per il design?

L.: Mi sto impegnando da tempo della progettazione di light design . Tutto questo è cominciato quando ho comprato il mio primo appartamento, che ho decorato da me, andando alla ricerca di rottami nei cantieri e trovando molte cose interessanti per la mia casa, come ad esempio un vecchio bancone da ospedale per la cucina, alcune vecchie bacinelle da macelleria e molto altro. Gironzolando per quei posti e vedendo tutto quel vecchio acciaio, mi sono sentita ispirata. Era una cosa che avevo in mente da anni, così ho deciso di fondare Lolo Palazzo due anni e mezzo fa’. Si è trattato di un lungo processo di apprendimento che mi è costato più di un anno di lavoro solo per creare la prima collezione completa.

C.: Quali sono le linee-guida nel tuo lavoro? Intendo, segui degli steps base? (tipo un brain-storming iniziale, schizzi, ricerca del materiale, renderings…) 

L.: Traggo ispirazione dalla strada, lungo la via, da musei, case ed immagini, mentre cerco nuovi materiali. Il più delle volte il progetto nasce nella mia mente e comincio da lì. Non lavoro molto con i renderings, ma lavoro molto con gli schizzi, anche se nella stragrande maggioranza dei casi ho un’immagine enorme fissa nella mia testa. Spesso cambia lungo il percorso, dipendentemente anche dal materiale con cui lavoro e di conseguenza, le possibilità ed i limiti di questi materiali.

C.: Chi sono i designer cui fai più spesso riferimento? (Intendo sia coloro che hanno fatto storia sia quelli contemporanei che ti ispirano maggiormente)

L.: Non ho un designer di riferimento, ma mi sento molto ispirata da Antoni Gaudì per esempio. 

C.: I tuoi progetti sono il frutto del tuo genio o provengono anche da richieste specifiche (di alcune aziende)? 

L.: Da me. I nuovi progetti sono progettati e fatti da me, a volte adattati alle richieste del cliente, ma sempre dalla mia progettazione. Non escludo, però, che questo possa cambiare in futuro.

C.: Che considerazione hai del design contemporaneo?

L.: Domanda difficile. Ci sono molti progetti belli e contemporanei, ma anche molte cose che io personalmente non apprezzo. Mi piace il contrasto negli interni, il contrasto tra materiali diversi, soffice e greve, ma anche il mix di diversi stili. Il mio primo istinto è stato quello di progettare lampade graziose con materiali allo stato greve. Durante il mio ultimo lavoro, mi sentivo molto ispirata nella creazione di lampade in vecchio stile, realizzate con materiale povero come le catene delle biciclette e tradotti poi in design contemporaneo.

Un ringraziamento speciale a Lolo Palazzo.

Visitate il suo sito, http://www.lolopalazzo.com.

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Dear reader,

as you already know, one of my biggest satisfaction is in Lolo Palazzo, designer Made in Netherlands, who appreciated my article about her work.

Well, going on with interviews, it is time to know her better.

I let her talking.

C.

C.: How did your passion for design born?

L.: I am following a long-standing desire to design and create industrial lighting. This started when I bought my first apartment, which I decorated by myself, I went to scrap yards and found many things for my house – for instance, an old counter from a hospital for my kitchen, as well as old drip trays from slaughterhouses and much more. All this old steel inspired me, hanging around there and watching. It was a thing that was continuously on my mind for many years: I decided to set up Lolo Palazzo two and a half years ago. It was a big learning process and it took me more than one year to create an entire collection.

C.: Which are the fundamental guidelines in your work? I mean, do you follow some basic steps? (such as brainstorming at first, sketches, material research, renderings…)

L.: My inspiration comes along the way, in the streets, museums, homes, images and finding new materials. Most of the times, I have a project in my head and I just start with it. I do not work with renderings, but I work with sketches, but most of the times I just have a big image in my head. Often, this changes along the way, also depending on the materials I work with and the possibilities and limitations of these materials.

C.: Who are your designers of reference? (I mean historical and contemporary designers who are inspirational for you)

L.: I do not have a clear reference but I am inspired by Antoni Gaudí, for example.

C.: Do your new projects born from a specific request (from companies) or from your genius?

L.: By myself. My new projects are projects that I already made, sometimes adapted for clients but always mine. But this could be different in the future however.

C.: How do you consider contemporary design?

L.: Difficult question. There are so many beautiful contemporary designs and objects, but also many things that I really do not like. I like contrasts in interiors with different materials, raw and soft, but also the mix of different styles. My first motivation was to create graceful lights with raw materials. During my last works, I was really inspired to create old-fashioned chandelier models made from raw materials like bicycle chains, translated to contemporary design.

A special thanks to Lolo Palazzo.

Visit her website,  http://www.lolopalazzo.com.

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