Interview with Alon Dodo.

Cari lettori,

eccomi finalmente tornata con le interviste! Ci sto lavorando ma non disperate, ne arriveranno altre.
Partiamo con un designer che mi ha colpita molto, sia per la filosofia progettuale che per la mano con cui da vita (nel vero senso della parola) ad oggetti unici. Di lui non ho ancora mai scritto, proprio perché desideravo che con l’intervista avesse uno spazio tutto suo.

Vi presento Alon Dodo, designer Made in Israele, giovane e perspicace e come al solito lascio a lui la parola.

Stay tuned!

C.

C. Come nasce la tua passione per il design?

A. Sin da quando ero bambino, ero affascinato dall’estetica in tutte le sue forme – interior design, architettura. Ero curioso di imparare il modo in cui i designer possono accostare materiali, forme e colori diversi e trasformarli in oggetti utili.

C. Quali sono le linee guida fondamentali nel tuo lavoro? Intendo, segui alcuni passi fondamentali? (come ad esempio il brainstorming in un primo momento, schizzi, ricerca dei materiali, rendering…)

A. Il mio modo di fare design è libero da qualsiasi linea guida. Non uso rendering, schizzi realizzati a computer o mezzi simili. I miei progetti nascono dalla passione e dalla necessità di investigare costantemente i materiali, le forme ed i colori, immaginando differenti combinazioni.
Il materiale stesso, il modo in cui posso manipolarlo od enfatizzarne le caratteristiche ed accrescerne il potere, ha un ruolo fondamentale nel mio lavoro. Il rapporto tra ratio e proporzioni è un passaggio critico per me, è il contrasto tra materiali diversi che genera o un design fuori dal comune o qualcosa di orribile. Ed è qui che puoi risplendere o fallire. La tensione che si genera da combinazioni radical e l’abilità di controllare la differenza tra componenti – raffinato o grezzo, liscio o granulare, selvaggio o trattenuto, mi affascina immensamente.
Al fine di rendere protagonista il materiale stesso, cerco di dare sempre una linea semplice ai miei progetti – linee dritte e rettangolari. Credo che sia sempre l’anima del progetto stesso che vince contro la complicazione. Cerco di mostrare l’essenza, con una tendenza a focalizzarmi su pochi elementi piuttosto che su tanti. Come in un libro di poesia.
La perfezione dell’imperfezione è in linea con l’idea di dare potere al materiale. Abbraccio i difetti del materiale piuttosto che fissarmi sulla ricerca della perfezione che mi annoia, che non ha storia. Per contro, i difetti raccontano una storia, nascondono un sentimento e meravigliano.
Amo progettare pezzi creino stordimento e meraviglia al secondo sguardo. Solo dopo un’occhiata più attenta, osservandoli, toccandoli, la curiosità può crescere ed iniziare il viaggio della curiosità.

C. Chi sono i tuoi designer di riferimento? (Intendo designer storici e contemporanei, che sono fonte di ispirazione)

A. Non posso dire che un designer mi ispiri particolarmente, visto che trovo l’ispirazione in qualsiasi cosa. La scintilla per i miei progetti proviene da ogni tipo di oggetto mi circondi – tessuti, abiti, scarpe e così via.

C. I tuoi progetti nascono da una richiesta specifica (di una società, ad esempio) o dalla tua mente?

A. Provo il costante desiderio di arricchire e allargare la mia collezione. I miei progetti nascono dalla mia infinita e inspiegabile necessità di creare e costruire nuovi pezzi.

C. Come consideri il design contemporaneo?

A. Il design contemporaneo è l’unica forma di progettazione che consente un’infinita libertà di espressione e porta alla creazione di un lavoro nuovo, unico ed originale.

Visitate il suo sito, http://www.alondodo.com/.

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Dear readers,

I am finally back with the interviews! I’m working on but don’t despair, the others’ arriving.
We start with a designer that struck me a lot, both for his design philosophy as for the hand that realizes (in the true sense of the word) unique items. I’ve never written about him, because I wanted the interview had its own space.

I present you Alon Dodo, designer Made in Israel, young and keen and as usual I leave him the word.

Stay tuned!

C.

C. How did your passion for design born?

A. From a very young age, I was fascinated by esthetic in its various forms – interior design, architecture. I’ve always been curious to learn how designers combines different materials, shapes and colors, and turn into usable items that become real.

C. Which are the fundamental guidelines in your work? I mean, do you follow some basic steps? (such as brainstorming at first, sketches, material research, renderings…)

A. My design work is free from any fundamental guidelines. I don’t use renderings, computerized sketches or similar tools. My projects are generated from my passion to investigate constantly materials, shapes, and colors. I am persistently imagining different combinations and from this passion design-ideas born.
The material itself, how I can manipulate it or emphasize its characteristics and empower it, have great influence on my work. Ratio and proportions relation is critical for me, it is the clatter between different materials that will either make an outstanding design or a lousy one. For this you can shine or fail. The tension generated by radical combinations and the ability to control the difference between components – gentle and rough, smooth and granular, wild and restrained – these are relations that fascinates me.
In order to emphasize the material itself, the shape will always be simple in my projects – straight rectangle lines. I believe it is the core of design that always win over any intricate one. Therefore, my work will deliver the essence, with a tendency to focus on fewer rather than more. Like a poem, a book.
The perfection of the imperfection aligns with the idea of empowering the material. I embrace the material’s natural flaws rather than fix them to seek for so-called perfection which bores me, because it has nothing to tell. On the contrary, flaws tell a story, preserve a feeling and makes you wonder.
I enjoy creating pieces that are stunning at a second glance. Only once you take a closer look, observe them, touch them, curiosity rises and the investigation journey begins.

C. Who are your designers of reference? (I mean historical and contemporary designers who are inspirational for you)

A. I cannot name any specific designer that inspires me, as I see inspiration in anything. I can find the spark for my next design in anything that surrounds me – fabric, clothes, shoes… and so on.

C. Do your new projects born from a specific request (from companies) or from your genius?

A. I have a constant desire to expand and enrich my collection. My new projects born thanks to my endless un-explainable craving to create and build new pieces.

C. How do you consider contemporary design?

A. Contemporary design is the only form of design that enables endless freedom of expression and leads to the creation of new, unique and original work.

Visit the website, http://www.alondodo.com/.

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