I’m a blogger.

Il mestiere di blogger prende molto, moltissimo tempo. Non puoi dimenticarti dei lettori, di chi legge tutti i giorni e ti segue con affetto. Alcuni li conosci, altri no, ma devi dare tutto il possibile. Corri come una pazza, per terminare in tempo gli articoli. Passi ore alla ricerca di argomenti e pezzi di design interessanti, ti tocca anche rompere le palle ogni tanto. E ogni tanto capita che resti in silenzio una settimana perché non ci riesci, a pubblicare.

Quando ho cominciato a scrivere su questa pagina, beh, un po’ è iniziata come gioco. Avevo bisogno di parlare, fiumi di parole che dovevo tirare fuori, detti in mille modi, con aggettivi diversi, ma che alla fine giravano intorno sempre al solito problema. Avevo bisogno di uno psicoterapeuta e ci volevo anche andare, ma quando mi sono seduta qui e ho cominciato a battere i tasti… Ho cominciato a stare meglio. Era come avere un dottore silenzioso, che mi lasciava parlare liberamente di tutto, di farneticare senza il pericolo che mi considerasse pazza.

Ah, perché vorrei chiarire, IO NON SONO PAZZA. Ho solo una domanda, una sola ed unica domanda a cui non ho trovato risposta. A tutte le altre il tempo ha confermato l’appuntamento, erano tutte in fila lungo il muro come lombrichi stanchi. Ma a questa ancora non ha dato risposta.

Sono una donna, in carne ed ossa, che è inciampata quando meno se lo aspettava e si è fatta un pochino male. Ma niente uccide, niente ci atterra del tutto. C’è in ogni cosa, in ogni cambiamento la linea di partenza per qualcosa di nuovo. E sono ripartita, anche se ho ‘sta domanda a metà gola, impigliata come una lisca di pesce bastarda.

Mi sono affidata un po’ a questo blog, come ci si affida ad uno sconosciuto che ci sta simpatico a pelle, vi capita mai? A me succede, ogni tanto, di sentirmi attratta da persone che non conosco. Mi attraggono per la simpatia, di solito, e parlare con chi non ti conosce è molto più semplice che affrontare la Caterina e dirle tutto quello che pensi e crollare davanti in lacrime. Sul blog non ci sono le lacrime, non ci sono i silenzi imbarazzanti o gli occhi gonfi. C’è solo la compagnia di silenziosi lettori sconosciuti che mi incontrano per caso e un po’ per caso mi trovano simpatica.

Per raccontarla qui, a dire il vero, mi è toccato di viverla, la mia vita. Essere protagonista indiscussa di ogni momento. A volte sono stata ridondante, lo so. Ma per uscire da certi momenti ci vuole tempo, per guarire un cuore ci vuole tempo. Ci vuole tempo per ristabilire ordine e riprendere in mano tutto e rimettere tutto in discussione.

Mi piacerebbe potervi ringraziare uno per uno, dare un bacio ad ognuno di voi, amici miei. A quasi quattro mesi, da quando tutto è iniziato, siamo già a svariate migliaia di visualizzazioni, un abbraccio virtuale che mi date ogni giorno, dall’11 di novembre del 2012. Quando mi dicono che scrivo bene, che lo faccio col cuore, beh, penso che sia anche merito vostro. Mi incitate a fare di più, a fare meglio. Ho voglia di darvi il meglio, con tutto il cuore di fare meglio che posso con voi.

Le mie guerre, le mie tempeste interiori sono sempre lì, in agguato ma calme, finalmente in pace e dopo tanto, domenica si è riaffacciato il conato, col suo sorriso storto da cane. Mi ha fatto l’occhiolino e io mi sono bevuta uno spritz alla faccia sua. Alla faccia di chi ce vo’ male, come direbbe chi so io. Ma la stranezza di come testa e cuore finalmente siano tornati a parlare la stessa lingua, collaborando nel ristabilire l’ordine, quello mi stupisce. La calma con cui lascio che mi corteggi l’armonia, il silenzioso balletto della vita che rientra nei suoi binari. E non sentire più l’accecante assenza di un vuoto incomprensibile. Percepirla sì, ogni tanto, come quando un profumo che mi colpisce per la strada, ma sorridere e continuare a camminare.

Vi svelo un segreto: ho smesso di fumare. Ne vado fiera, anzi, fierissima. Ho combattuto il vizio peggiore che avessi mai avuto e non ho preso un grammo, stabile ai miei 54 chili. Non pensavo che ce l’avrei fatta, ma invece ci sono riuscita.

La vita è ricominciata. Il mestiere di blogger mi ha dato il via. Ci sono voluti 125 articoli per ammetterlo, per capire che era arrivato il momento. E svariate ore di sonno perso per rimettermi in carreggiata.

Ma voi, anche voi mi avete salvata. Grazie.

Con affetto,

Claudia.

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The job of a blogger takes a long, long time. You can’t forget the readers, They read you every day and follow it with affection. You know some of them, others don’t, but you have to give everything you can. Running like a crazy in order to finish in time the items. Hours researching topics and interesting pieces of design, you’ll also touches on breaking balls every now and then. And sometimes it happens that remains silent in a week because you can’t publish.

When I started writing on this page, well, a bit began as a game. I needed to talk, rivers of words that I had to pull out, said in a thousand ways, with different adjectives, but in the end always revolved around the usual problem. I needed a psychotherapist and I also wanted to go, but when I sat down here and started banging the keys… I started to feel better. It was like having a silent doctor, who let me speak freely to all, without the danger of ranting that would consider me crazy.

Ah, because I would like to clarify, I AM NOT CRAZY. I just have one question, one and the same question and I have not yet found an answer. All the others, time has confirmed the appointment, they were all in a row along the wall as tired earthworms. But this one still did not reply.

I am a woman of flesh and blood, that’s tripped when you never expected it and it hurted a bit. But nothing kills, nothing will kill altogether. There is in all things, any changes in the starting line for something new. And they are divided, although I ‘ve that question is in the middle of throat, caught like a bastard fish bone.

I have entrusted a bit in this blog, as we turn to a stranger who is sympathetic at first sight, you ever? It happens to me every now and then to feel attracted to people who I don’t know. They appeal to me for sympathy, usually, and talk to those who don’t know is easier than facing the Caterina and tell her everything you think and break down in tears in front of her. There aren’t tears on blog, there are no awkward silences or puffy eyes. There is only the silent company of unknown readers that I meet by chance and a little by chance they found me funny.

To tell it here, to tell you the truth, I had to live my life. Being the unquestioned leader of all times. I was sometimes redundant, I know. But to get out of certain moments it takes time, time to heal a heart. It takes time to re-establish order and take up everything and throw it all away.

I would like to thank you one by one, giving a kiss to each one of you, my friends. Almost four months since it all started, we are already several thousand views, a virtual hug that you give me every day, from 11 in November of 2012 when they tell me that I write well, I do it with my heart, well I think it’s also about you. I am encouraged to do more, to do better. I want to give you the best, with all my heart to do the best I can with you.

My wars, my inner storms are always there, lurking but calm, and finally in peace after a long Sunday, the effort has resurfaced, with his crooked smile of dog. He winked and I’m drinking a spritz at his face. But the strangeness of how head and heart are finally returned to speak the same language, working to re-establish order, that amazes me. The calm with which I let me woo harmony, the silent ballet of life that falls in his tracks. And don’t feel the blinding absence of an incomprehensible vacuum. Perceive yes, occasionally, such as when a scent that strikes me in the street, but smile and keep walking.

I will tell you a secret: I quit smoking. I’m proud, indeed, the fiercest. I have fought the worst vice I’ve ever had and I did not take an ounce, stable to my 54 kilos. I did not think I would make it, but instead I did.

Life is restarted. The job of a blogger gave me away. It took 125 items to admit it, to understand that the moment had arrived. And many hours of lost sleep to get back on track.

But you, you also have saved me. Thanks.

With love,

Claudia.

indro-montanelli

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