Anonymous design: I think you know it.

Cari lettori,

Design anonimo: che cos’è?

La maggior parte degli oggetti, che usiamo quotidianamente, è anonimo dal punto di vista della progettazione.

Cosa significa?

Non ci è dato conoscere il nome del designer e nella maggioranza dei casi nemmeno della casa produttrice. Questo non significa che siano senza autore, ma piuttosto che non ci è dato conoscere chi sia esso, perché ne sono andati persi firma o documentazione. Il più delle volte si tratta di prodotti di largo consumo, progettati per la diffusione di massa, che proprio per il fattore di essere conosciuti da tutti, diventano archetipi tipologici di cui fruiamo nella distrazione.

Se li andiamo ad analizzare in profondità, capiremo che non si tratta di oggetti banali, trascurati: ognuno di essi contiene un’idea, la soluzione semplice o complessa di un problema, sfoggiando caratteri di piacevolezza fisica e formale. Certo, parliamo di oggetti comuni, ma dati per scontati a tal punto che difficilmente ci interessano, ma comunque risultano necessari,  indispensabili e funzionanti.

Per dirla alla Gillo Dorfles, essi contengono la “memoria oggettuale”, che ci aiuta a comprendere la complessa storia del design.

Sono oggetti reperibili in tutte le case italiane: chi non ha una moka? La mitica moka Bialetti non è il risultato di una designer conosciuto. Si tratta più che altro del risultato di un progettista a noi, purtroppo, sconosciuto che ha perfezionato le più antiche macchine per il caffè napoletane. La moka è parte integrante della nostra cultura ed è per quello che viene riconosciuta come design anonimo: nei suoi tratti conosciuti alla massa, nasconde la sua storia più intima, il disegno sapiente e iper tecnologico di un progettista ignoto.

Achille Castiglioni amava collezionare questi oggetti anonimi, non solo per il piacere di ammirarli, quanto più per il bisogno di studiarne le forme, l’utilità, l’ergonomia. Forbici, cesoie, lanterne, metri a scatto diventano il fulcro delle sue lezioni, dove sottopone i suoi studenti alla ricerca del buon design. Smontandoli fisicamente e mentalmente è possibile comprenderne pregi e difetti, ma soprattutto, capirne le qualità di progettazione.

Per questi fini il design anonimo si presta perfettamente: la moka, la penna Biro, lo scolapasta, la sedia Marocca, le scarpe Superga… L’elenco può continuare all’infinito.

Ognuno di questi oggetti nasconde al suo interno una finezza di idee, di linee e progettazione che a noi ancora oggi sfugge quasi del tutto. Diamo per scontato che ci siano e ci meravigliamo dei nuovi prodotti supergriffati da designer di grido. Ma gira e rigira, usiamo sempre la convenzionale penna Biro e la moka per fare il caffè.

E sapete perché? Perché il design anonimo è in qualche modo “padre” del design contemporaneo.

Se avete ancora dubbi, date un occhio alle vostre credenze. Quello che ci potrete trovare dentro vi stupirà, ve lo garantisco.

Stay tuned!

C.

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Dear readers,

Anonymous design: what is it?

Most of the objects, we use daily, is anonymous from the point of view of design.

What does it mean?

We don’t know the name of the designer and in most cases not even the manufacturer. This doesn’t mean that they haven’t an author, but rather that we don’t know who is, because they have been lost the signature or the documentation. Most of the time they are consumer products, designed for mass distribution, that for the factor to be known by all they become typological archetypes of which we enjoy with distraction.

If we analyze them in depth, we will understand that they aren’t trivial or neglected objects: each one contains an idea, simple or complex but the solution of a problem, with physical and formal pleasure. We’re talking about common objects, but taken for granted to such an extent that we never care about, but they are necessary, essential and functional.

In order to cite Gillo Dorfles, they contain the “objectual memory”, which helps us to understand the complex history of design.

These items are available in all Italian houses: who has a moka? The mythical Bialetti moka is not the result of a known designers. It is the result of a designer to us, unfortunately, unknown who has perfected the oldest coffee makers of Naples. The moka is integral part of our culture and that is what is recognized as anonymous design: in its most known mass, it hides his more intimate story, the wise and hyper technological project of an unknown designer.

Achille Castiglioni loved to collect these anonymous objects, not just for the pleasure of admiring them, as for the need to study shapes, utilities, ergonomics. Scissors, shears, lanterns, snap meters become the focus of his classes, where shows to his students them in order to search good design. Disassembling physically and mentally them, it is possible to understand their strengths and weaknesses, but above all, to understand the quality of design.

For these purposes, the anonymous design lends itself perfectly: the moka, the Biro pen, the colander, the chair Marocca, Superga shoes … The list can go on forever.

Each one of these objects have hidden inside a refinement idea, lines and design that still elude us almost completely. We take for granted the aim and we marvel at the new products design by famous designers. But at the end, we always use the conventional Biro pen and moka for coffee.

And you know why? Because the design is the anonymous “father” of contemporary design.

If you still have doubts, take a look at your beliefs. What we will find inside will amaze you, I promise it.

Stay tuned!

C.

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